“Il viandante dell’Infinito”
C.D. Friedrich,
"Viandante sul Mare di Nebbia", olio su tela, 1818
Programma
Franz Schubert
(1797 – 1828)
TRIO OPERA 100
Trio in mi
bemolle maggiore opera 100
per pianoforte,
violino e violoncello D. 929 (1827)
Allegro
Andante
con moto
Scherzando:
Allegro moderato e Trio
Allegro
moderato
SchuberTrio
Giulio
Giurato, pianoforte
Roberto
Noferini, violino
Andrea Noferini,
violoncello
Guida all’ascolto
a cura di
Pier
Paolo Bellini
LA BELLEZZA CHE NON SI PUO' ABBANDONARE
Quando un grande
artista trova un motivo bello, prima o poi lo ripete e quella melodia diventa
come un refrain, che, ripresentandosi, determina la memoria principale
di un certo brano musicale.
Il Trio op.
100 di Schubert ci propone idealmente il cammino di un uomo (quasi il percorso
di ciascun uomo) che appare sulla scena del mondo, baldanzoso giovane pieno
di impeto positivo: fin dall'inizio la musica presenta quest'uomo pieno
di energia e di voglia di intrapresa, ma è come se lo scorrere del
tempo e delle circostanze cominciasse ben presto a fare emergere problemi,
incertezze, dolori.
(...)
Così,
il punto di arrivo di questa storia ideale è commovente: nel brano
finale, infatti, è come se il desiderio di compimento e la debolezza
umana si scontrassero continuamente, fino all'esaurimento delle energie.
(...)
Ma nelle ultime
battute avviene un fatto straordinario... : quel fatto misterioso rende
eternamente possibile il cammino umano verso il suo compimento.
(Dall'introduzione
di Luigi Giussani - estratto dal
libretto incluso nel CD della collana
"Spirto Gentil")